Come riportato nel post precedente la benzina in Colombia é molto cara, questo é dovuto al fatto che seppur la Colombia estrae petrolio non ha nessuna raffineria per trasformarlo in benzina e quindi deve esportarlo e rimportarlo processato, in poche parole costa cara la "benza" perché é cara tutta stá trafila di export e import. Visto il prezzo elevato del combustibile é chiaro che ci si arrangi in altri modi, il contrabbando con il Venezuela é una realtá "illegale" tollerata (si chiudono entrambi gli occhi), a ridosso del confine con il suddetto paese si trovano svariati venditori "ambulanti" di gasolina (benzina) che vendono a prezzi inferiori il prezzioso liquido. La benzina "legale", di cui i benzinai sono riforniti, é gestita da una sola compagnia che rifornisce tutti, ma spesso la benzina non arriva per i costi e per il fatto che é meno cara acquistarla per strada. Oh Benzina quanto sei cara...non vediamo l'ora di liberarci di te.
venerdì 25 gennaio 2013
domenica 20 gennaio 2013
Una chimba!
Chimba é una delle tante parole in "slang" della Colombia e significa "fantastico" (specialmente usato quando fai qualcosa di davvero divertente o bello...insomma "'na figata") ció per introdurre un poco questo paese che riassumendo é stato proprio una chimba!
Paese di fama dubbia ancor oggi, la Colombia é in veritá da piú o meno una decina d'anni un paese che ha subito una bella ripulita dal narcotraffico, il "terrorismo", la violenza e la criminalitá (ci asteniamo da valutare in negativo o positivo il modus operandi applicato).
Rimangono i ricordi e i racconti delle persone ancora ben inpressi nella memoria: é oramai in gran parte storia, ma pur sempre recente! Uno dei piú eclatanti riguarda la cittá di Medellin dove i barrios erano gestiti da bande armate (stile favelas) e nessuno entrava o usciva senza permesso, il prezzo a sgarrare era la propria vita. La polizia é infine intervenuta sparando brutalmente sui barrios da elicotteri e arrestando i principali elementi criminali.
Giunta la resa si sono fuse "tutte" le armi e si é creato un albero simbolo di pace e a memento della violenza vissuta. In questi barrios, che si trovano ancora in situazione di estrema povertá, oggi si sono create diverse forme di aiuto: cooperative per dar lavoro alla gente, progetti indirizzati verso la coltivazione e lo scambio dei prodotti e collegamenti e palazzi per facilitare gli spostamenti in sicurezza e dare un tetto alle persone.
Ora come giá detto la situazione é piú tranquilla, non vogliamo dilungarci troppo sul discorso delle FARC o del narcotraffico poiché giá son state sprecate fin troppe parole, é solo interessante riportare che infondo i colombiani criticano meno questi "gruppi" di quanto non facciano i giornali.
I grandi problemi riguardano la salute, l'educazione, l'espropriazione dei territori (per esempio nel Cauca), le infrastrutture (le strade sono disastrose) e il costo elevato della vita in confronto al salario medio percepito. Insomma come ci ha detto una volta un nostro amico: "Neo es mafia sino magia que hacen los colombianos para vivir".
Cambiando argomento: é interessante riportare ció che ci ha raccontato un biologo (che ci ha ospitato a Popayan) sulla patate (uno degli alimenti principali in Sud America). Pare che il coltivo delle medesime lesioni/distrugga (anche se si parla anche di sfruttamento minerario e inquinamento acquifero) il paramo. Con paramo si definisce tutta una parte delle zone andine composta da lagune, boscaglia bassa e fiumi (i principali della Colombia nascono qui) un clima freddo e umido con alcuni giorni piú clementi e soleggiati. Terra comparsa 5 milioni di anni fa e che per gli antenati dei colombiani era ritenuta sacra in quanto credevano vi abitassero esseri che tutelavano le persone e l'ambiente in generale.
In breve e lasciando aparte il discorso ambiental-politico, notizia frustrante per 2 vegetariani che in questo continente praticamente si alimentano a patate o riso (di cui non vogliamo sapere nulla!).
Insomma, possiamo solo dire che, al di lá delle difficoltá, la Colombia é un paese affascinante, con paesaggi spettacolari e persone aperte e ospitali. Cosa di cui in molti si sono resi conto visto l'aumento di turismo che sta vivendo.
Per concludere il "post" vogliamo riportare una delle numerose leggende che aleggiano su questa terra, quella della Madremonte, uno dei miti folkloristici piú diffusi.
"La Madremonte é la dea protrettrice dei monti e della foresta, governa venti, pioggia e tutto il regno vegetale. Ë una donna magra con unghie molto lunghe e seni grandi, si veste di foglie e muschio e ha una carnagione verdastra. Si narra che rapisca i bambini in tenera etá per allattarli e abituarli al monte, luogo dove vive (per ricreare il contatto tra natura e persone). Ë presente in ogni fenomeno naturale, e c'é chi afferma che abbia la testa di giumenta.
Paese di fama dubbia ancor oggi, la Colombia é in veritá da piú o meno una decina d'anni un paese che ha subito una bella ripulita dal narcotraffico, il "terrorismo", la violenza e la criminalitá (ci asteniamo da valutare in negativo o positivo il modus operandi applicato).
Rimangono i ricordi e i racconti delle persone ancora ben inpressi nella memoria: é oramai in gran parte storia, ma pur sempre recente! Uno dei piú eclatanti riguarda la cittá di Medellin dove i barrios erano gestiti da bande armate (stile favelas) e nessuno entrava o usciva senza permesso, il prezzo a sgarrare era la propria vita. La polizia é infine intervenuta sparando brutalmente sui barrios da elicotteri e arrestando i principali elementi criminali.
Giunta la resa si sono fuse "tutte" le armi e si é creato un albero simbolo di pace e a memento della violenza vissuta. In questi barrios, che si trovano ancora in situazione di estrema povertá, oggi si sono create diverse forme di aiuto: cooperative per dar lavoro alla gente, progetti indirizzati verso la coltivazione e lo scambio dei prodotti e collegamenti e palazzi per facilitare gli spostamenti in sicurezza e dare un tetto alle persone.
Ora come giá detto la situazione é piú tranquilla, non vogliamo dilungarci troppo sul discorso delle FARC o del narcotraffico poiché giá son state sprecate fin troppe parole, é solo interessante riportare che infondo i colombiani criticano meno questi "gruppi" di quanto non facciano i giornali.
I grandi problemi riguardano la salute, l'educazione, l'espropriazione dei territori (per esempio nel Cauca), le infrastrutture (le strade sono disastrose) e il costo elevato della vita in confronto al salario medio percepito. Insomma come ci ha detto una volta un nostro amico: "Neo es mafia sino magia que hacen los colombianos para vivir".
Cambiando argomento: é interessante riportare ció che ci ha raccontato un biologo (che ci ha ospitato a Popayan) sulla patate (uno degli alimenti principali in Sud America). Pare che il coltivo delle medesime lesioni/distrugga (anche se si parla anche di sfruttamento minerario e inquinamento acquifero) il paramo. Con paramo si definisce tutta una parte delle zone andine composta da lagune, boscaglia bassa e fiumi (i principali della Colombia nascono qui) un clima freddo e umido con alcuni giorni piú clementi e soleggiati. Terra comparsa 5 milioni di anni fa e che per gli antenati dei colombiani era ritenuta sacra in quanto credevano vi abitassero esseri che tutelavano le persone e l'ambiente in generale.
In breve e lasciando aparte il discorso ambiental-politico, notizia frustrante per 2 vegetariani che in questo continente praticamente si alimentano a patate o riso (di cui non vogliamo sapere nulla!).
Insomma, possiamo solo dire che, al di lá delle difficoltá, la Colombia é un paese affascinante, con paesaggi spettacolari e persone aperte e ospitali. Cosa di cui in molti si sono resi conto visto l'aumento di turismo che sta vivendo.
Per concludere il "post" vogliamo riportare una delle numerose leggende che aleggiano su questa terra, quella della Madremonte, uno dei miti folkloristici piú diffusi.
"La Madremonte é la dea protrettrice dei monti e della foresta, governa venti, pioggia e tutto il regno vegetale. Ë una donna magra con unghie molto lunghe e seni grandi, si veste di foglie e muschio e ha una carnagione verdastra. Si narra che rapisca i bambini in tenera etá per allattarli e abituarli al monte, luogo dove vive (per ricreare il contatto tra natura e persone). Ë presente in ogni fenomeno naturale, e c'é chi afferma che abbia la testa di giumenta.
giovedì 10 gennaio 2013
Di nuovo qui...
Da qualche giorno siamo in territorio Nica (nicaraguense), ciò implica 10$ di tarjeta turistica, 2$ di spese amministrative (dubbie), 1$ di tassa municipale e la mancia al ragazzo che ti indica dove si trova l'ufficio immigrazione.
Più precisamente ci siamo sistemati sulla tranquilla e piacevolmente ventosa isola Ometepe nel Grande Lago del Nicaragua (o Lago Cocibolca di 8157 km2) dove i vulcani Concepciòn e Maderas ne sono i guardiani maestosi ed incontrastati.
Abbiamo lasciato alle spalle molti paesi dei quali non abbiamo ancora scritto, non perchè non ci sia niente da riportare o perchè non ci siamo interessati al paese, semplicemente ci siamo immersi nel viaggio così tanto che la gestione/aggiornamento del blog è passata in secondo piano (quale scusa migliore per non adempire ai propri doveri?).
Comunque per riprendere le nostre osservazioni, constatazioni e vissuti dei paesi percorsi torniamo per primo all'Ecuador.
Tra i vari spostamenti in questo paese, il soggiorno più lungo è stato a Vilcabamba presso una coppia di stupendi anziani (in un'appartamentino adiacente a casa loro completamente vuoto, per fortuna abbiamo recuperato un piccolo materasso per stare più comodi). Lui è stato un professore di scuola (laureato in una facoltà francescana),che malgrado l'insegnamento "religioso" ha mantenuto una mente aperta ed interessata al mondo (non come altri personaggi di cui accenneremo in seguito), è autodidatta nel apprendere nuove lingue. Qui da loro abbiamo potuto osservare la lavorazione della caña de azùcar (canna da zucchero) dal processo di estrazione del succo alla successiva ebollizione e raffreddamento per trasformarla principalmente in panela (pasta zuccherosa solida).
Più in là nel viaggio siamo stati ospitati da una famiglia vicino ad Ibarra, molto credente di cui il "capo" famiglia professore anche lui, in una scuola indigena della regione. Quest'uomo al contrario del professore di "Vilca", è molto rigido nel suo pensiero e credo religioso, la domanda che ci è sorta spontaneamente è come possa essere possibile che lo stato permetta ad una persona tanto rigida nei suoi dogmi e fondamenti religiosi d'insegnare a degli indigeni (con la loro cultura) in una scuola laica? Chiaramente la riflessione è lunga e ci sono vari aspetti da tener in conto...questo è solo uno spunto.
Comunque l'Ecuador negli ultimi 5 anni (Luca c'è stato nel 2007) sembra star migliorando (da quanto ci hanno raccontato e osservando in prima persona) soprattutto per quanto riguarda la socialità, la salute e le infrastrutture urbane. Lo stato favorisce le creazione di cooperative comunitarie per lo sviluppo di progetti in vari campi.
Sono stati creati diversi centri di assistenza medica (principlamente incentrati sulla sesualità) dove la gente può acquistare medicamenti e anticontraccettivi a basso prezzo e avere un assistenza pre-parto o medica praticamente gratuita.
Infine la strade che collegano i principali centri urbani sono state migliorate.
In ogni caso è da riportare che c'è ancora da lavorare, la condizione indigena, per esempio, non è delle migliori (lotta per il loro territorio) e le multinazionali sono sempre in agguato per aprirsi una fetta di mercato sfruttando e distruggendo.
Più precisamente ci siamo sistemati sulla tranquilla e piacevolmente ventosa isola Ometepe nel Grande Lago del Nicaragua (o Lago Cocibolca di 8157 km2) dove i vulcani Concepciòn e Maderas ne sono i guardiani maestosi ed incontrastati.
Abbiamo lasciato alle spalle molti paesi dei quali non abbiamo ancora scritto, non perchè non ci sia niente da riportare o perchè non ci siamo interessati al paese, semplicemente ci siamo immersi nel viaggio così tanto che la gestione/aggiornamento del blog è passata in secondo piano (quale scusa migliore per non adempire ai propri doveri?).
Comunque per riprendere le nostre osservazioni, constatazioni e vissuti dei paesi percorsi torniamo per primo all'Ecuador.
Tra i vari spostamenti in questo paese, il soggiorno più lungo è stato a Vilcabamba presso una coppia di stupendi anziani (in un'appartamentino adiacente a casa loro completamente vuoto, per fortuna abbiamo recuperato un piccolo materasso per stare più comodi). Lui è stato un professore di scuola (laureato in una facoltà francescana),che malgrado l'insegnamento "religioso" ha mantenuto una mente aperta ed interessata al mondo (non come altri personaggi di cui accenneremo in seguito), è autodidatta nel apprendere nuove lingue. Qui da loro abbiamo potuto osservare la lavorazione della caña de azùcar (canna da zucchero) dal processo di estrazione del succo alla successiva ebollizione e raffreddamento per trasformarla principalmente in panela (pasta zuccherosa solida).
Più in là nel viaggio siamo stati ospitati da una famiglia vicino ad Ibarra, molto credente di cui il "capo" famiglia professore anche lui, in una scuola indigena della regione. Quest'uomo al contrario del professore di "Vilca", è molto rigido nel suo pensiero e credo religioso, la domanda che ci è sorta spontaneamente è come possa essere possibile che lo stato permetta ad una persona tanto rigida nei suoi dogmi e fondamenti religiosi d'insegnare a degli indigeni (con la loro cultura) in una scuola laica? Chiaramente la riflessione è lunga e ci sono vari aspetti da tener in conto...questo è solo uno spunto.
Comunque l'Ecuador negli ultimi 5 anni (Luca c'è stato nel 2007) sembra star migliorando (da quanto ci hanno raccontato e osservando in prima persona) soprattutto per quanto riguarda la socialità, la salute e le infrastrutture urbane. Lo stato favorisce le creazione di cooperative comunitarie per lo sviluppo di progetti in vari campi.
Sono stati creati diversi centri di assistenza medica (principlamente incentrati sulla sesualità) dove la gente può acquistare medicamenti e anticontraccettivi a basso prezzo e avere un assistenza pre-parto o medica praticamente gratuita.
Infine la strade che collegano i principali centri urbani sono state migliorate.
In ogni caso è da riportare che c'è ancora da lavorare, la condizione indigena, per esempio, non è delle migliori (lotta per il loro territorio) e le multinazionali sono sempre in agguato per aprirsi una fetta di mercato sfruttando e distruggendo.
martedì 4 settembre 2012
Andando verso Nord...
Attraverso couchsurfing siamo stati ospitati da Humberto e la sua famiglia, la madre di Tingo Maria e il padre di Huánuco giunti qui quando ancora le acque dei fiumi erano migliori e si poteva ancora mangiarne il pesce (malditas industrias¡).
Humbero é un giovane studente di psicologia, che con i suoi amici ha creato "Arteroide" un gruppo di giovani e dinamici artisti e divulgatori culturali che promuove attivitá come la biblioteca ambulante in piazza, dove la gente puó fermarsi a leggere un buon libro, scambiarli e prenderli in prestito gratuitamente. Questa é una attivitá all'avanguardia in una cittadina dell'Oriente dove a fatica la cultura é di libero accesso e forma a tutti; ricordiamo anche quanto scritto in un post precedente sulle inefficienze del sistema educativo peruano.
A Tarapoto oltre ad aver assitito alla festa cittadina ed esserci infiltrati con il carretto-biblioteca del gruppo "Arteroide" nella sfilata della municipalitá per portare l'importanza di tale iniziativa, abbiamo avuto la possibilitá di godere delle meraviglie naturali della zona (con bagni nelle tranquille acque di pozze ai piedi di cascatelle annidate nello splendore della selva lussureggiante) grazie all'impareggiabile amico Humberto.
Inoltre siamo stati in visita ad un piccolo centro per il salvataggio e il reinserimento degli animali gestito da Orlando Zagazeis; da una parte le raffinerie di cocaina (che oggi non sono piú presenti in questa zona ma che hanno gettato quantitá gigantesche di veleni nel suolo e nei fiumi della selva), le industrie e la deforestazione hanno avvelentato e distrutto gli habitat e dall'altra il mercato degli animali esotici ha destabilizzato la fauna selvatica questo l'ha portato a trasferirsi laggiú e aprire questo centro.
Un importante progetto non legato alla corruzione statale. (cereliasperu.blogspot.com).
Abbiamo anche visitato a approfittato della biblioteca del Centro Takiwasi (principale motivo per il quale siamo venuti qui), dove ci sono state presentate molte persone tra cui una ragazza svizzera impegnata nel centro come investigatrice.
Il Centro si occupa principalmente della cura alla tossicodipendenza attraverso un percorso individualizzato che unisce la psicoterapia e il lavoro di gruppo in ateliers alla medicina ancestrale di curanderos della foresta, mediante l'uso di piante medicinali autoctone.
Inoltre il centro si occupa dell'investigazione, ricerca e divulgazione delle proprietá curative delle piante e dei loro derivati, in special modo l'ayahuasca, come del loro uso nelle terapie e del mantenimento-salvaguardia dei saperi e della medicina tradizionale. (www.takiwasi.com)
Un'esperienza arricchente...
Ora l'Ecuador¡¡¡ chissá cosa ci aspetta?? Bhé, dalla prossima settimana ci troveremo impegnati a lavorare in un Eco Lodge...
giovedì 30 agosto 2012
Dammi un bicchiere d'acqua
Anche se l'acqua arriva in quasi tutti gli alloggi nei quali siamo stati, non è consigliabile berla; seppur dopo un` ebollizione di qualche minuto in alcuni casi ci siamo azzardati a farlo; e perciò siamo costretti a comprarla in bottiglia. Qui arriva la "sorpresa" (che non ci sorprende per niente) spesso (e in alcuni luoghi non c`è possibilità di scelta) l'acqua è venduta (posseduta) da grandi compagnie multinazionali di beveraggio, in primis la ingorda Coca.cola Co..
E' da ricordare che al di là del turismo che acquista acqua in bottiglia anche gli autoctoni si rivolgono a questa soluzione (il gas per farla bollire è costoso). Pensiamo perciò al fatto che se queste compagnie hanno in mano il commercio d'acqua hanno in mano anche le fonti idriche e di conseguenza gli approvigionamenti a cui fanno capo gli Stati: chi paga chi?
Secondo la Clocsas (Confederaciòn latinoamericana de Organizaciones Comunitarias de Sistemas de Agua y Saneamiento) in America latina ci sono 50 milioni di persone che non hanno accesso all'acqua e questo non si deve a la scarsità di fonti idriche ma alla mancanza di una corretta gestione, di incompetenza e corruzione istituzionale e ad una disegualità nella distribuzione.
La lotta contro la privatizzazione dell'acqua non è finita!
(se viaggiate controllate l'etichetta delle bottiglie e preferite le compagnie locali, sperando che anche queste non siano state comprate dalle multi)
martedì 31 luglio 2012
Quando l'educazione era ancora ai suoi esordi...
Santa Educazione prega per noi...
Cosí spesso, nelle nostre scuole i professori iniziavano i loro discorsi sui progressi educativi raggiunti fino ad ora, qui in Perú, al contrario l'educazione ancora é un embrione bisognoso di crescere.
Quindi si potrebbe dire che la storia é questa:
"siamo nel 2012, Perú, l'educazione avanza a suon di copiatura disdegnando allegramente quelli che sono ragionamenti logici, libertá e stimolo al pensiero individuale, elasticitá mentale e...insomma tutte quelle cosucce lí che, infondo, a che servono?
Il corpo professori é un poco disgregato, c'é chi ancora non vuole entrare nella "nuova era"ed abbandonare le punizioni fisiche, visto che poi giá sono entrati a far parte del comitato di protezione ai minori, cosa si pretende ancora? Abbandonare il chicote, compagno di vita e fustigatore di fanciulli in nome dell'apprendimento?
Siamo, dunque, in questa epoca di grandi valori educativi quando i professori, armati della loro saggezza, decidono che é ora di reclamare i loro diritti (e ci sembra anche giusto, peró...). Si parte quindi per uno sciopero gentilmente renumerato di cui a stento si capiscono rivendicazioni e intenzioni.
Nell'attualitá e scherzando meno: da ormai 6 settimane i ragazzi non vanno a scuola. Lo sciopero continua, ma ben poco si riesce a capire di quel che succede o rivendicano i professori (quel che traspare é che le richieste tendono al versante del futile). Questi ultimi non si sono degnati di lasciare alcun tipo di informazione ai genitori o tutori dei ragazzi, ovvero: nessuna nota informativa appesa a scuola, nessun foglio a casa che desse qualche delucidazione, nessun incontro/riunione e via dicendo.
Uno dei professori dei ragazzi dell'hogar si é presentato alcune volte per lasciare un foglio con i compiti, ma nulla piú. L'ultima volta che si é presentato é stato giovedí scorso, ha smollato il suo "foglietto compiti" ai ragazzi, senza rivolgersi ad alcun adulto. In questo c'era una nota che annunciava gli esami scolastici per il lunedí seguente, oltre ad una serie infinita di compiti.
Passati 4 giorni a studiare come dannati, i ragazzi, rispolverata la divisa, il lunedí si sono diretti a scuola. Scuola che hanno trovato deserta e da cui sono rientrati dopo un'ora di attesa senza aver visto il loro professore...insomma, chi ci rimette sono in primis i ragazzi, ed un professore a cui ció non importa giá perde credibilitá...beh pensiamo che non servano ulteriori commenti, se non che forse, di rivolte ce ne sono di piú urgenti o per lo meno di piú educative...
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